Leuca – Finibus Terrae

Leukòs, bianco. È sufficiente conoscere l’etimologia del nome della località di Santa Maria di Leuca per liberare subito la mente: l’immaginazione non fatica a disegnare in un attimo una città bianca, luminosa, luccicante. La pietra leccese che impreziosisce gli edifici, il sole che splende instancabile, il mare che brilla… bianco, leukòs, appunto.
Anche chi non ha mai avuto la fortuna, o la possibilità, di visitare uno dei luoghi più famosi e caratteristici del Salento, può facilmente immaginare quanta ricchezza sia contenuta in questo piccolo borgo. Ricchezza naturale, certo, ma anche artistica, culturale e storica!

Foto Spiaggia di Leuca
Foto Franco Mantegani

 

Poco più di 1000 anime popolano abitualmente questa piccola frazione del comune di Castrignano del Capo, nel profondo Sud, in provincia di Lecce ovviamente. Qui sono custoditi secoli di storia, spettacoli della natura, patrimoni culturali, e, perché no, leggende affascinanti. Ma tutto ciò non è custodito gelosamente, anzi! Le onde turistiche, concentrate naturalmente nei periodi estivi, sono accolte, coccolate e incuriosite con il tipico entusiasmo di un luogo che vuole mostrare con orgoglio e impazienza le proprie grazie e la propria magnificenza.

Leuca dista 83 km da Lecce ed è il centro abitato situato più a Sud del Salento. È possibile raggiungerla tramite la Strada statale 274 Salentina Meridionale  che continua nella S.S. 101, o in alternativa tramite la  Strada statale 275 di Santa Maria di Leuca che prosegue nella S.S. 16.

Ai confini della terra, “finibus terrae”, definizione tramandata dai latini, per indicare un territorio che sancisce il termine ultimo dello stivale e, affacciandosi nel Mediterraneo, guarda oltre i confini italiani come per cercare un primo approccio con i popoli vicini. E proprio la particolare posizione geografica di Santa Maria di Leuca ha rappresentato, nel corso dei secoli, un’opportunità di incontro, aggregazione, miscuglio fra popoli e culture del bacino Mediterraneo: a Leuca troviamo, infatti, segni del passaggio di cretesi, fenici, greci che trovavano in questo posto il giusto scalo per i traffici marittimi, il punto d’incontro fra le rette commerciali che univano Oriente ed Occidente. Da qui deriva anche una leggenda, secondo cui il nome del luogo deriverebbe da una bellissima sirena, chiamata appunto “Leucasia”, che ammaliava i naviganti con dolci melodie.

Ora è un fantastico luogo per la villeggiatura estiva, con strutture turistiche, mondanità, balli, mare, eventi, spiagge, sole e sagre, ma visitare Leuca vuole dire anche e soprattutto storia, vuol dire ripercorrere un percorso secolare in cui ogni epoca e popolazione ha lasciato tracce tangibili del proprio passaggio, vuol dire ammirare bellezze architettoniche, paesaggi unici e selvaggi, vuol dire immergersi in atmosfere particolari e coinvolgenti, inebriarsi di profumi tipici, di suoni caratteristici, di sapori unici. Leuca è tutto questo.
Va da sé che di questa ricchezza, di tale varietà, ne possano godere tutti, grandi e piccini, adolescenti, sposini, modaioli, escursionisti, amanti dell’arte, studiosi, turisti di ogni origine ed età, chiunque può trovare il suo perché, il suo percorso, il giusto sfogo alle personali passioni.

Il bel mare, di certo, attrae tutti. E quale miglior posto di un luogo che rappresenta il punto d’incontro fra due mari: qui infatti lo Ionio e l’Adriatico si incontrano, si sposano, si fondono mescolando le proprie acque: tra Punta Meliso e Punta Ristola parte infatti la linea immaginaria che divide le due parti del Mediterraneo.

Il tutto circondato da un paesaggio unico per bellezza e ricchezza di elementi: grotte che nascondono iscrizioni antiche e particolarità naturalistiche, scogliere maestose, vegetazione tipica, panorama sublime.

Il promontorio Japigio governa il tutto dall’alto: qui è facile che lo sguardo si perda, ammaliato dalle magnifiche ville antiche, dalla vista sul mare infinito, dalla bellezza del Santuario della vergine “de Finibus Terrae”, fantastica eredità delle popolazioni passate. Sempre dal promontorio cade la suggestiva Cascata Monumentale, opera concepita e costruita per celebrale la fine dei lavori dell’acquedotto pugliese, di cui Santa Maria di Leuca costituisce il termine ultimo. Cascata che dall’altura riversa le proprie acque direttamente nel mare, con la caratteristica cornice del porto di Leuca, luogo dalla grande importanza e memoria storica, avendo rappresentato nei secoli il passaggio obbligatorio per popoli, naviganti, invasori, commercianti. Si narra che addirittura Enea sia approdato in questo porto o che Pietro apostolo sia sbarcato qui, dalla Palestina, per iniziare la propria opera di evangelizzazione e dirigersi, poi, verso Roma.

Le leggende sono racconti fantasiosi, certo, ma la memoria storica di questi posti è reale, vissuta, straordinaria e trovandosi lassù, sulla terrazza del faro, nella punta estrema della penisola salentina, a 102 metri sopra il livello del mare, si guarda verso l’orizzonte, si sta in silenzio, si ammira l’infinito, e forse, anche le leggende sembreranno più vere.

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